MILFORD GRAVES & BILL LASWELL - "Space/Time - Redeption" (2014)

La figura di Milford Graves mi rimanda al momento in cui ho scoperto il free drumming afroamericano. Da un punto di vista di linguaggio e concezione ritmica credo che l'ascolto del batterismo associato alla libera improvvisazione, quello cioè non costituito da groove o pattern costruiti su griglie ritmiche di matrice matematica ma forgiato su pulsazioni, colori, timbri e un senso di timing ammorbidito e allargato, sia davvero fondamentale per estendere l'idea del proprio drumming.

Non ricordo come ho scoperto Milford ma mi viene spontaneo riportare alla mente La Batteria di Andrea Centazzo, libro edito nel 1982, in cui compare una foto di uno dei padri del free drumming mentre suona seduto su una sedia di plastica (approfitto per citare altri due volumi a firma Centazzo riguardanti la batteria, che stanziano da un bel po' sui miei scaffali: Il Batterista del 1984 e Smart Drumming del 1995).

Il cd è suggestivo e mistico e seppur la matrice batteristica riporta a qualche decennio or sono, l'ho ascoltato con piacere, anche solo per ossequio a uno dei primi veri sciamani della batteria. Belle anche le note vergate in accompagnamento alle singole tracce nonché un brevissimo scritto dello stesso Graves che definisce l'obiettivo che il musicista-mistico debba porsi al fine di dar forma a tutta una serie di istanze creative che non investano soltanto la sfera musicale e artistica ma si estendano anche a dimensioni ultraterrene.

Chiudo il post con le parole che aprono il capitoletto redatto da Bill Laswell a descrizione del drumming di Graves e della direzione musicale dell'album: "understanding the unique rhythmic thrust and fractured sonic patterns of Milford Graves's tribal matrix is like trying to synchronize raindrops. Time is lapsed, accelerated and finally erased. Time is that which ends. Upon entering the zone".

Buon ascolto.


PS: ho accompagnato la scrittura di questo post con l'ascolto di un vinile davvero mitico, Pieces Of Time del 1984in cui figurano tre protagonisti del free drumming (Andrew Cyrille, Famodou Don Moye degli Art Ensemble Of Chicago e, appunto, Graves) assieme a uno dei padri della batteria be bop, Kenny Clarke.