DAN WEISS - "Sixteen" (2016)

Un disco magnifico, intenso e originale, meravigliosamente mai ruffiano.

Ho scoperto Dan Weiss grazie al suo Tintal Drumset Solo del 2005. Nel maggio del 2006 uno dei miei cd, Drawing - Opus 2: Paul Klee è stato recensito Cd Of The Month sul magazine statunitense Modern Drummer (vedi qui e qui) e per comprendere bene la qualità di questo tipo di riconoscimento sono andato a cercare quali altri album fossero stati recensiti in quel modo: fra cd di leggende del jazz (Miles Davis e Buddy Rich), di up'n'comers come Jon Theodore con The Mars Volta e di maestri come Terry Bozzio, nel numero di Dicembre 2005 c'era appunto questo lavoro di Dan, che mi sono subito procurato. Ho scoperto un drummer intelligente, pensante, colto e originale, perennemente teso verso la costruzione di uno stile personale, verso la cui formazione concorreva anche il suo essere un tablista.

Sixteen fa il paio con il suo predecessore, Fourteen uscito nel 2014 (che ho in versione digitale), e ne è prosecuzione naturale. Musica densa, stratificata, mai banale, in perfetto equilibrio fra istinto e razionalità organizzativa, pregna di istanze, ispirazioni, riferimenti. Ritmicamente e coloristicamente ricchissimo, il disco vive anche di scarti improvvisi, di virate timbriche e linguistiche di cui straordinario complice è un Matt Mitchell stavolta anche alle tastiere.

Da ascoltare a orecchie (e anima) spalancate!


PS: sempre a firma Dan Weiss consiglio anche Now Yes When del 2006, anch'esso sui miei scaffali.