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A chiunque legga accadono cose strane:
la lettura lo trascina, gli fa lasciare il mondo
a cui è abituato, e ne comincia a costruire un altro,
virtuale, che pretende una realtà non minore di quello attuale. Tutta la realtà circostante trova una disposizione diversa,
il sé inizia una nuova vita, alla quale si abbandona in una maniera possibile solo nei rapporti di passione.
E si getta nella lettura come quando si ama:
all’improvviso, bruscamente, di punto in bianco.

Ci perde la testa, senza sapere più che cosa gli sta succedendo.

Come ogni piacere anche quello che deriva dalla lettura
è violento ed eccessivo: non si riesce più a mettere la testa a posto, o ci si sente storditi come dopo un colpo alla nuca.
— Da L'AMICIZIA PER SE STESSI di Wilhelm Schmid
 

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