Boulez/Changeux/Manoury - I NEURONI MAGICI _ MUSICA E CERVELLO (2016)

Il rapporto fra la musica e la mente mi intriga da sempre, nella mia biblioteca sono diversi i volumi che trattano la fascinosa materia: da Musicofilia del grande Oliver Sacks (2007) al bello Fatti di Musica (2006) di Daniel Levitin - arricchito da una prefazione di Wu Ming 2; dal classico Psicologia della Musica (1972) di Helga de la Motte-Haber a Musica e Psiche (1999) di Augusto Romano, passando per Music and the Mind (1992) di Anthony Storr e concludendo con due bei volumi realizzati dalla "Aspera", Psicoanalisi e Musica (1998) e La Musica del Diavolo: il Diavolo nella Musica (2000), entrambi a cura di Rosalba Carollo.

Con queste premesse era davvero impossibile non procurarmi I Neuroni Magici, scritto a sei mani e impreziosito dalla presenza di Pierre Boulez: do la consueta occhiata ai miei scaffali e ci ritrovo pure il magnifico Les Pays Fertile (1989), che Boulez dedica a Paul Klee e al rapporto fra musica e pittura - libro acquistato a Parigi durante un day off, dimenticato alla Cité de La Musique durante una visita e ritrovato per miracolo grazie a un custode che peraltro me lo restituì davvero malvolentieri, e Corrispondenza e Documenti (2002), libro che raccoglie il carteggio fra Boulez e un altro gigante della musica e del pensiero musicale del secondo Novecento, John Cage.

Il libro è bello, ricchissimo di spunti e i tre autori si passano la palla con il giusto equilibrio. Gli argomenti più specificamente neurobiologici sono trattati in maniera da permettere anche al neofita una comprensione non troppo passiva mentre gli interventi di Boulez sulla musica sono sempre efficaci e taglienti: le sue posizioni su questioni di vitale importanza quali un'educazione musicale evoluta, sulle responsabilità della società in merito alla crescita "musicale" degli individui, sulla creazione artistica e sul rapporto fra teorizzazione concettuale ed effettiva messa in opera sono allo stesso tempo rinfrancanti e motivanti.

Da leggere!