Alex Ross - IL RESTO E' RUMORE (2007)

Confesso che ho acquistato questo libro un po' controvoglia. Da tempo, infatti, gli facevo la posta ma poi lasciavo perdere. Ovviamente questo mio tentennare nulla aveva a che fare con il valore del lavoro di Ross, testimoniato anche dai numerosi riconoscimenti che The Rest is Noise aveva ricevuto. Ho profondamente amato la musica del Novecento, il suo ascolto è stato un passo fondamentale nella mia evoluzione di musicista ed è qualcosa cui ritorno tutte le volte che mi sento perso per davvero. La realtà era che tutto questo amore aveva prodotto innumerevoli letture sull'argomento e che quindi mancasse un po' di voglia di immergersi ancora nelle seppur vorticose vicende di un secolo zeppo di musica per me irresistibile, e non solo per questioni di mero suono.

Il libro è molto bello e si legge fluidamente, meglio se accompagnato dagli ascolti che suggerisce. Dalla Rapsodia in Blu di Gershwin, la cui menzione inaugura la prefazione, alla lista dei brani consigliati per meglio apprezzare i lavori della contemporaneità (mentre scrivo sto ascoltando il lirico e sognante Harmonielehre di John Adams, datato 1985 - compositore da non confondere con il quasi omonimo John Luther Adams, autore altrettanto ispirato che cito perché ho ascoltato molta della sua musica per percussione - sui miei scaffali il cd Strange and Sacred Noise del 2005 e nei miei archivi la partitura originale di The Mathematics of Resonant Bodies del 2003), il testo è davvero un prezioso alleato per chi voglia ascoltare la musica di un momento storico avvincente e drammatico, ricco di stravolgimenti ma anche di passione e desiderio di militanza.

Consiglio vivamente, quindi: leggere di Mahler, Schoenberg, Stravinskij, Britten, Cage, Ligeti o degli spettralisti francesi fa sempre molto bene a chi ama la musica "significante" (le note della Sinfonia n°3 di Lutoslawsky nella versione dei Berliner datata 1985 mi aiutano a congedarmi con serenità da queste brevi note).