ISPIRATION OR...OVERWHELMING? _ ISPIRAZIONE O...SOPRAFFAZIONE?

Nell'editoriale di Febbraio 2017 del magazine Modern Drummer, Mike Dawson scrive di uno dei principali problemi di chi faccia musica oggi: la sensazione di essere letteralmente sommersi dalle informazioni, di non riuscire nemmeno lontanamente ad afferrare le cose, a pervenire a una sensazione di equilibrio, di stabilità. Ora: se la tematica è tutt'altro che originale, ho invece apprezzato moltissimo il coraggio. Qualsiasi critica mossa allo stile di vita cui siamo di fatto condannati da un turbo-capitalismo consumista che ha nella tecnologia l'ultimo, terribile e potentissimo, braccio (non più armato, non ce n'è davvero più bisogno, basta molto ma molto meno...), ci fa apparire come degli esseri vetusti, incapaci di adattarsi, restii a qualsiasi forma di innovazione.

"WITHOUT ANY CONCRETE AND IMMEDIATE PURPOSE" _ "SENZA ALCUNO SCOPO IMMEDIATO E CONCRETO"

"WITHOUT ANY CONCRETE AND IMMEDIATE PURPOSE" _ "SENZA ALCUNO SCOPO IMMEDIATO E CONCRETO"

"Studiare deve essere un gesto a sé stante, sganciato da ogni fine o utilità immediata. Non si studia per, si studia e basta, per il piacere che si prova al momento o per il piacere che ce ne verrà poi, quando avremo studiato, cioè incamerato alcune nozioni che ci serviranno ad accedere a mondi altrimenti impenetrabili". 

RADICALITY _ RADICALITA'

RADICALITY _ RADICALITA'

Quando penso all'idea di radicale mi viene in mente la definizione di Karl Marx, che definisce la radicalità come "qualcosa da afferrare alla radice". Mi piace, mi fa pensare alla profondità, alla verticalità, a qualcosa che è necessario perché fondamento di quello che siamo, facciamo e sappiamo e di come da questa base ben piantata nel terreno si attingano quei nutrimenti per corpo e spirito necessari al procedere.

MUSICAL SHAMANISM _ FANTASMI DI CAPACITA'

MUSICAL SHAMANISM _ FANTASMI DI CAPACITA'

Le pratiche decorative del corpo sono una costante dell’essere umano, una necessità avvertita come primaria, direi quasi una barriera contro gli assalti di forze ostili. Nelle mie intenzioni l’iscrizione di segni sulla pelle, segni ovviamente temporanei, destinati cioè solo al momento della musica, voleva determinare un incremento di complessità nei processi di produzione di senso, una stratificazione di significati: le pratiche significanti della musica avrebbero interagito con le modalità di significazione proprie del corpo, determinandone delle nuove.

CREATIVE MILITANCY _ MILITANZA CREATIVA

CREATIVE MILITANCY _ MILITANZA CREATIVA

Nel suo Il Resto é Rumore Alex Ross scrive, a proposito del movimento compositivo noto come Nuova Complessità, corrente di cui fa parte, tanto per capirsi bene, un autore come Brian Ferneyhough: "per i giovani compositori [la musica] diventa un nuovo rifugio inespugnabile all'interno di una cultura ipercommercializzata che detta le scelte artistiche in base a indagini di mercato e focus group". Ha colto il punto in pieno: il rifugio inespugnabile, l'avamposto belligerante, o per dirla in maniera meno combattiva, un'opportunità vera, che un individuo sceglie per sé filtrandola attraverso le spasmodiche pressioni dei meccanismi mediatici e mediatizzanti. 

OUR MUSIC _ LA NOSTRA MUSICA

Come si arriva a suonare la musica che si suona, ad amare un genere piuttosto che un altro, a scegliere magari una musica considerata socialmente "difficile" piuttosto che un'altra più ben accetta e di fruizione più immediata? Può la risposta essere celata davvero nel daimon, in quel potentissimo calderone che mette assieme la vocazione, il senso di chiamata e la necessità?

THE IDEAL DRUMMER _ IL BATTERISTA IDEALE

THE IDEAL DRUMMER _ IL BATTERISTA IDEALE

Nella citazione che apre questo scritto ho messo la domanda principe, quella che ha dominato i miei pensieri per anni e che dovrebbe tormentare le menti di musicisti appassionati e desiderosi di fare un bel cammino nella musica, quesito tanto semplice quanto overwhelmingche tipo di batterista vuoi essere? Quali sono i tratti espressivi, linguistici, concettuali che intendi convogliare attraverso il tuo rapporto con lo strumento?  

PRELUDE _ PRELUDIO

PRELUDE _ PRELUDIO

Non esiste strumento migliore di una campana per dare il via a qualcosa: a un pensiero, un atto, una performance. Ho avuto l'opportunità di avere a che fare con le campane fin dall'inizio del mio percorso nella musica: nel 1990 comincio a collaborare con la Ufip di Luigi e Damiano Tronci e da quel momento le campane non sono mancate mai, che fossero tubolari, a lastra, da chiesa, tibetane, birmane, a vento. I miei trascorsi di percussionista classico, poi, di campane me ne hanno fatte suonare molte: mentre scrivo riaffiorano dai ricordi quelle dei Folk Songs di Luciano Berio, quelle dei Canti dell'Ansia e della Gioia di Carlo Prosperi e quelle di Gesprach uber Baume di Luca Lombardi, per tralasciare poi quelle del repertorio specificatamente percussionistico o l'impiego che ne ho fatto nei contesti più svariati e che ne faccio tutt'oggi nella mia musica.