Steve Smith - PATHWAYS OF MOTION (2015)

Steve Smith è uno di quei personaggi che tirano fuori per davvero il batterista "secchione" e maniaco che è in me. 

Drummer sopraffino, dal suono caldo e profondo, tecnicamente ed ergonomicamente impeccabile nonché appassionato conoscitore di storia della batteria (e da molti anni equipaggiato SONOR...), mi costringe tutte le volte ad accaparrarmi bulimicamente i suoi lavori in video e in cartaceo/digitale.

E' stato così per i suoi celeberrimi Part One e Part Two, entrambi del 1987, le cui vhs ho letteralmente consumato e per i più recenti Drumset Technique/History Of The U.S. Beat (2002) e Drum Legacy (2008), pregni di grande drumming e di preziose informazioni tecniche e storiche. Indimenticata (e ancora conservata in vhs originale) la sua performance al Buddy Rich Memorial del 1991, leggendaria la sua Hilite rossa, e, spulciando per bene fra i miei video, lo ritrovo pure in un Modern Drummer Festival del 2006 (con la medesima performance confluita in Drum Legacy) e in The Art Of Playing Brushes del 2007. Se poi mi trasferisco fra i miei libri eccotelo anche nel bellissimo The Roots Of Rock Drumming del 2013, anche se solo come additional editor. Una garanzia!

Per questo Pathway Of Motion ho addirittura optato per il pre-order, tanta era la fiducia e, facezie a parte, il desiderio sincero di condividere ancora le strade percorse da questo grande drummer. 

Il lavoro ruota attorno al matched grip e a quattro versioni che Steve ha identificato a seconda delle sue necessità tecniche ed espressive. I quattro grip sono sviscerati, in perfetto stile Steve Smith, passando attraverso un approccio molto classico alle risorse tecnico-linguistiche della batteria: alcuni rudimenti base, sticking derivati dal paradiddle, orchestrazioni semplici e, ovviamente, la Moeller Technique, ponendo peraltro molta enfasi su quello che lui (e non solo lui) chiama il drumset approach, il modo cioè di stare sullo strumento in maniera più rilassata possibile sfruttando le naturali possibilità di movimento del corpo e, soprattutto, il rebound, il rimbalzo.

Una grande aggiunta alla mia libreria musicale, libro e dvd letti e visionati con sincera gioia e con la fiducia che scaturisce dalla percezione e dal conseguente riconoscimento dell'autorevolezza della fonte (gran cosa, questa, in tempi di incontinenza dell'informazione…), ma anche (evviva!) con il rinnovato desiderio di imparare da un vero master drummer dei nostri giorni.